29 EX CAMPO FOSSOLI

30MUSEO MONUMENTO AL DEPORTATO

31SALA DEI NOMI

32SINAGOGHE

 

  

    

    

29) EX CAMPO DI FOSSOLI

A circa sei chilometri da Carpi, in località Fossoli, è ancora visibile il Campo costruito nel 1942 dal Regio Esercito per imprigionare i militari nemici (Pg.73). Nel dicembre del 1943 il sito è trasformato dalla Repubblica Sociale Italiana in Campo di concentramento per ebrei. Dal marzo del 1944 diventa Campo poliziesco e di transito (Polizei und Durchgangslager), utilizzato dalle SS come anticamera dei Lager nazisti e di fatto diviene il campo nazionale della deportazione razziale e politica dall'Italia. Oltre 5.000 furono gli internati politici e razziali che passarono da Fossoli e 12 i convogli che dalla stazione di Carpi deportarono gli internati di Fossoli verso i campi di Auschwitz-Birkenau, Mauthausen, Dachau, Buchenwald, Flossenburg e Ravensbrück.  Sul primo diretto ad  Auschwitz, il 22 febbraio, viaggiava anche Primo Levi che rievoca la sua breve esperienza a Fossoli nelle prime pagine di "Se questo e un uomo" e nella poesia "Tramonto a Fossoli". Impiegato,  tra il 1945  e il 1947 come Centro di raccolta per profughi stranieri, dopo la guerra il Campo è  utilizzato a scopo civile: nasce a Fossoli Nomedelfia e, dal 1954 alla fine degli anni '60,  si fonda il Villaggio San Marco per  profughi giuliani e dalmati provenienti dall'Istria. Il Campo e il Museo Monumento sono ora gestiti dalla Fondazione Fossoli che, costituita nel 1996, ha tra gli obiettivi la diffusione della memoria storica e la promozione della ricerca storico-documentaria sul Campo di Fossoli.

Il Campo di Fossoli è visitabile tutto l'anno previo appuntamento con la Fondazione Fossoli e senza appuntamento nei giorni di domenica e festivi, con orari 10-12,30 e 14,30-18,30. Chiuso nei mesi di luglio, agosto, e da dicembre al 26 gennaio.

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30) MUSEO MONUMENTO AL DEPORTATO

Inaugurato nell’ottobre 1973 nelle sale quattrocentesche a piano terra del Palazzo verso il Torrione, il Museo al Deportato fu progettato dallo studio BBPR di Milano per ricordare le vittime dell’olocausto nazista e per la presenza a Fossoli - a pochi chilometri da Carpi - di un campo di raccolta e smistamento.

La visita si sviluppa attraverso tredici sale caratterizzate da un’architettura sobria ed essenziale con pareti intonacate di grigio, su cui sono incise, in colore rosso, frasi di prigionieri tratte dalle Lettere dei condannati a morte della Resistenza europea.

In alcune sale sono incisi dei graffiti con disegni realizzati sul tema della deportazione da grandi pittori quali Longoni, Picasso, Guttuso, Cagli e Léger.

La parte più tradizionalmente museale è rappresentata da pochi significativi oggetti collocati entro teche incassate nel pavimento, per sottolineare ancora una volta l’importanza delle parole alle pareti.

Nel cortile esterno, parte integrante del percorso di visita, emergono da fosse entro aiuole sedici stele in cemento armato, alte sei metri, sulle quali sono incisi i nomi dei campi di concentramento e sterminio dell’Europa. Sulle stele, che occupano in apparente disordine lo spazio del cortile, crescono rose rosse rampicanti, simbolo del sangue versato nei campi di sterminio durante la Seconda guerra mondiale.

Orari di visita: Il Museo è è visitabile tutto l'anno previo appuntamento con la Fondazione Fossoli e senza appuntamento nei giorni di Venerdì - Sabato - Domenica e i festivi, con orari 10.00 - 13.00 e 15.00 - 19.00  

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31) SALA DEI NOMI

Il percorso si conclude nella Sala dei Nomi.

Sui muri sono incisi i nomi di oltre 14 mila deportati italiani nei campi di sterminio. A questi si aggiungono i nomi di Anna Frank, a simboleggiare tutti i bambini morti nei campi, e quelli dei 67 martiri di Fossoli, che furono uccisi nel tentativo di fuga dal campo.

Nella ideazione della sala, Ludovico di Belgioioso si è ispirato a una sinagoga di Praga i cui muri interni sono coperti di nomi di ebrei cechi deportati.

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32) SINAGOGHE

A Carpi sono presenti due sinagoghe. La più antica (1722), di cui si conserva intatta, ma spoglia di ogni arredo, la sala di preghiera, si trova nel sottotetto di un palazzo del Portico del Mercato del Grano. Poco visibile e segreta, è raggiungibile solo attraverso un sistema di corridoi tra tetti e solai. Nel 1861 viene inaugurata una nuova sede di culto che rispecchia canoni di tardo gusto neoclassico. Di particolare rilievo sono l’elegantissimo interno della sala di preghiera e il portale neobarocco. Quest’ultima sinagoga è rimasta aperta al culto fino al 1922.

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Itinerario 4: Centro Storico

   

Itinerario 6: I Parchi

 

  

    

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